Tra Tirso e Molò: storie di adattamento e fragilità - PERCORSO CLIMA

Il giorno 5 maggio si è svolta l'uscita didattica, nell’ambito del progetto Percorso Clima, che ha coinvolto le classi terze della Scuola Secondaria di I grado di Pattada. La giornata è stata dedicata all’esplorazione dei percorsi dell’acqua e all’osservazione diretta degli effetti dei cambiamenti climatici sul territorio, attraverso visite guidate, incontri con esperti e attività di educazione ambientale.
La prima tappa ha condotto il gruppo al Lago di Pattada, bacino artificiale originato dallo sbarramento del Rio Mannu ai piedi del Monte Lerno. Ad accogliere studenti e insegnanti è stato il personale tecnico dell’ENAS, che ha guidato la visita offrendo un quadro approfondito e suggestivo del funzionamento dell’infrastruttura. Lungo il coronamento della diga, il racconto degli esperti ha intrecciato diversi aspetti fondamentali per la comprensione del territorio. È stata illustrata la storia della gestione idrica, dalla costruzione dell’opera al suo ruolo strategico per le comunità locali, evidenziando come il bacino rappresenti un sistema essenziale di accumulo e rilascio dell’acqua. Sono stati approfonditi anche gli elementi di ingegneria e sicurezza che regolano il funzionamento della diga, permettendo agli studenti di comprendere i principi tecnici che garantiscono la gestione della risorsa idrica. Un’attenzione particolare è stata dedicata agli effetti dei cambiamenti climatici sul sistema: eventi meteorologici estremi, periodi di siccità prolungata, emergenze idriche e necessità di interventi di manutenzione sono stati presentati come sfide attuali e future per la gestione delle infrastrutture. Parallelamente, è stato osservato come gli ecosistemi circostanti stiano vivendo un processo di trasformazione, con vegetazione in adattamento e nuove forme di fruizione del lago da parte della comunità.
La seconda parte della mattinata ci ha condotti a Giunturas, il punto in cui il fiume Tirso e il rio Molò si incontrano e si mescolano. Qui il territorio conserva ancora le tracce dell’ultima esondazione del Tirso: segni impressi nella terra, nelle rive modellate dalla forza dell’acqua, nei tronchi spostati. Questi elementi sono diventati un esempio concreto per riflettere sugli effetti degli eventi climatici estremi e sulla vulnerabilità degli ecosistemi fluviali. La vegetazione, le piante acquatiche e i fiori a pelo d’acqua hanno offerto agli studenti l’occasione di osservare da vicino le strategie con cui le specie si adattano ai cambiamenti dell’ambiente, rivelando un equilibrio delicato e in continua trasformazione. In questo contesto, Cristina Fraghì ha guidato un’attività di osservazione attenta e partecipata, dedicata agli adattamenti degli ecosistemi, alla biodiversità e al ruolo degli insetti impollinatori. Il suo sguardo esperto ha aiutato i ragazzi a cogliere le relazioni sottili tra piante, insetti e habitat d’acqua dolce, mostrando come ogni elemento del paesaggio sia parte di una rete complessa e interdipendente. A completare il quadro è stato l’intervento dell’apicoltore Filippo Corveddu, che ha condiviso la propria esperienza diretta sul campo. Attraverso esempi pratici e riferimenti locali, ha illustrato come le api reagiscono, o talvolta faticano a reagire, ai cambiamenti climatici.
La giornata si è conclusa presso il Parco Urbano di Osidda, dove gli studenti hanno potuto osservare le casette degli impollinatori installate nell’ambito del progetto. A ciascun partecipante è stata consegnata una pellicola naturale in cera d’api, realizzata insieme a Cristina Fraghì come esempio di buona pratica di riuso e sostenibilità.
Le attività rientrano tra quelle finanziate per l’annualità 2024 nell’ambito dei progetti di educazione allo sviluppo sostenibile e alla cittadinanza globale rivolti ai CEAS della rete INFEAS (D.G.R. n. 4/132 del 15.02.2024 – Azione 2), di cui il CEAS Osidda è beneficiario.















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